
Del video “Where the hell is Matt ?” ne hanno parlato ovunque, sono rimasto stupito nel vedere che anche i telegiornali hanno trasmesso servizi dedicati a questo filmato (ovviamente si cimentano a parlare di argomenti “nuovi” solo quando questi diventano in qualche modo di massa).
Si tratta di quel video dove il protagonista, Matt appunto, fa uno strano ballo nei più disparati posti del mondo, coinvolgendo anche molte persone nelle sue danze: nel 2008 ha avuto circa 20 milioni di visualizzazioni.
E’ un filmato che ha visto crescere il suo successo grazie al passaparola e se non l’hai mai visto, non perdere tempo, guardalo usando il link qui sotto ! :
Where the hell is Matt ? : 2008 – VIDEO
Per capire la storia che sta dietro a questo viral video bisogna sapere alcuni particolari che Matt Harding ha rivelato nel suo sito. Per farla breve, Matt, stanco del suo lavoro, nel 2003 decise di lasciarlo e con alcuni risparmi di girare per il mondo (soprattutto in Asia e Africa) con un suo amico. In occasione di quei viaggi al suo amico venne l’idea di registrare alcune riprese mentre Matt faceva una danza buffa . Questo primo video, realizzato senza sponsor, lo puoi vedere qui:
Negli anni successivi, con la nascita di youtube ed altri siti di video sharing, il filmato cominciò a diffondersi in rete e ad attirare l’attenzione : fu così che venne visto anche da qualcuno della Stridegum , e gli venne proposto di fare un viaggio in giro per il mondo per realizzare un altro video, e sarebbe stato pagato per questo. Ovviamente accettò !
E questo è il risultato, un video anch’esso di grande successo, visto più di 12 milioni di volte solo su YouTube (anche se la musica è la stessa del precedente, i due filmati sono differenti) :
Dopo il successo di questo video, Matt propose alla Stridegum di realizzarne un’altro, questa volta coinvolgendo nelle danze molte persone da tutte le parti del mondo: detto fatto, il risultato è il viral video del 2008 .
Come sempre succede in questi casi, il successo suscita sospetto, soprattutto in quelle persone che fanno dell’ invidia un sentimento da nutrire quotidianamente: ed è così che di recente Matt è stato accusato di avere preso parte ad un grande scherzo e che il video sarebbe un falso. Ecco la risposta del diretto interessato:
Ecco quello che Matt, con molta ironia, ha dichiarato:
“Molta gente ha dichiarato che questo video è un “fake”, di aver montato le immagini in modo da far sembrare che fossi in quei luoghi, hanno detto che c’erano delle incongruenze nel video . E ultimamente queste voci sono diventate sempre più insistenti…tutto il video è uno scherzo elaborato … sappiamo quanto sia facile creare dei fake su internet e questo video non fa eccezione.
Prima di tutto non sono un viaggiatore on the road. Tutta la storia del personaggio che lascia il proprio lavoro per girare il mondo è inventata, in realtà sono un attore. Sono spaventato dal volare, infatti ho dovuto prendere il treno per venire qui a parlare…”
Fino a qui potrebbe anche sembrare credibile, ma il trucco si svela quando dice:
“Fino ad ora la mia più grande soddisfazione professionale come attore è stata quella di interpretare un cadavere in CSI miami
“
Poi continua:
“Sono stato ingaggiato dalla viral marketing agency buzz brain (?!), mi hanno messo davanti ad uno schermo verde per danzare, per poi montare le immagini …”
Da qui in poi è evidente che il discorso diventa poco credibile, volutamente esagerato.
Anche se qualche ripresa “fake” dovesse essere stata fatta (intendendo dire più che altro che non si trovasse nel luogo indicato) , il 99% delle inquadrature sono sicuramente autentiche, lo si vede chiaramente .
Quindi da qui a dire che il video non è “vero” c’è una bella differenza: è evidente il sarcasmo di Matt mentre parla al pubblico.
Poi cade addirittura nella farsa quando dice che le persone che danzavano con lui erano dei robot
!
E fa ridere il pubblico anche quando fa vedere il grafico con il supposto budget per la realizzazione del video (anch’esso palesemente esagerato) : è troppo evidente che il vero “fake” è ciò che sta dicendo, e non il video in sè !
E alla fine grande ballo con tutta la gente dell’ auditorium …
Ecco che ha fatto centro ancora ! E due volte:
1) primo perché farà ancora parlare di più di questo video (che a me piace molto: lo trovo ispirante, come i suoi precedenti);
2) secondo perché facendo queste dichiarazioni palesemente e volutamente esagerate fa sembrare il tutto una reazione polemica alle accuse ricevute, facendo passare in secondo piano il fatto che forse qualcosa da nascondere c’é … o no ?
Comunque, in qualunque modo sia nato, non c’è dubbio che è stato l’esempio più azzeccato di viral video marketing del 2008 …
Grande Matt ! Fanne altri ! Ce ne fossero di più di video come il tuo …


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ECCO COSA HO SCRITTO SUL TEMA NEL LUGLIO SULLA MIA RIVISTA PSYCHIATRY ON LINE ITALIA
Dove diavolo è Matt?
Dal giorno 20 giugno è disponibile su YOUTUBE un video realizzato dallo statunitense Matt Harding che ne giro di pochi giorni ha superato in una corsa a incremento logaritmico inarrestabile di sempre maggiore successo i 2.000.000 di download piazzandosi imperiosamente al primo posto tra i video di Youtube in tutto il mondo.
Chi è Matt Harding?
Un robusto trentunenne “squattrinato” (così si autodefinisce sul suo sito -http://www.wherethehellismatt.com) del Connecticut che gira il mondo e danza facendosi riprendere mentre fa ciò in tutti gli angoli della terra e pubblicando alla fine di ogni viaggio i filmati in rete su YOUTUBE.
Tutto ha inizio nel 2003 quando Matt lascia il suo lavoro in una ditta australiana di videogame e con la liquidazione e i pochi risparmi inizia a girare il mondo, aprendo contestualmente un sito web per far sapere alla famiglia dove si trova.
Matt ama girare il mondo e ama ballare.
Non è un gran ballerino, conosce un unico passo di danza piuttosto goffo in realtà.
Un giorno a Hanoi un amico di viaggio gli propone di ballare per strada e di inviare il video in rete, nel giro di due anni per merito del passaparola tanto efficace su internet più di una milionaria campagna promozionale la sua performance diventa conosciuta e apprezzata al punto che Matt, come egli stesso si autodefinisce, diventa “semi-famoso” al punto che una ditta di gomme da masticare americana, la Stride, decide di assumerlo al solo scopo di consentirgli di viaggiare a basso costo per il mondo e realizzare altri video basati sulla stessa idea, semplice e geniale al tempo stesso: Matt che fa il suo unico, goffo, passo di danza in ogni luogo possibile, dall’Antartide a Venezia, da Austin, Texas a Dublino, passando per le Isole Fiji, la Giordania, la Bolivia, il Perù, Tokyo, Brisbane, il Laos, Brunei, il Guatemala,la Nuova Zelanda, la Micronesia, Londra, New Mexico, l’Isola di Pasqua, Turchia, New York, Guam, Berlino, Sydney, il Ruanda, la Norvegia, San Francisco, Seattle, poi le immagini vengono montate sulla base musicale e messe in rete.
Data la complessità logistica delle realizzazioni Matt non è un produttore compulsivo di videoclip: in tutti questi anni ne ha pubblicato solo tre e per realizzare quest’ultimo prodotto ci sono voluti 14 mesi di viaggi e riprese.
La prima musica usata è stata una canzone delle Isole Salomone che ha fatto da colonna sonora dei primi due video prodotti da Matt, per il terzo, quello di cui stiamo parlando, la musica è stata composta appositamente dal californiano Garry Schyman che ha musicato delle splendide parole del poeta indiano Tagore, tratte da “Stream of life”, cantate in indi da Palbasha Siddique, su una melodia che ricorda quella di straordinaria bellezza e forte coinvolgimento dei precedenti video e che, in perfetto “stile internet” è disponibile solo in download in formato MP3 in rete su Amazon.com.
Che cosa rende così particolare questo videoclip? Che cosa ha colpito i navigatori di Internet che tanto l’hanno apprezzato? Perché vale la pena assolutamente vederlo (http://www.youtube.com/watch?v=zlfKdbWwruY)?
Di là dall’idea iniziale di montare in rapida sequenza decine di location diverse provenienti da ogni angolo del globo in questo video vi è un salto di qualità che lo porta al rango del capolavoro assoluto che merita una visione e come tutti i capolavori assoluti la sua bellezza viene dal cuore e non dal calcolo e al cuore di chi guarda si rivolge.
Matt è sempre al centro della scena, con gli usuali sottotitoli che indicano i luoghi disparati e lontanissimi delle riprese, ma dopo le prime sequenze non è più solo, ai suoi lati arrivano frotte di persone ad unirsi a lui e così da Plaza Major a Madrid passando per decine di luoghi ora la sua danza è fatta assieme a centinaia di persone di tutte le età, di tutte le estrazioni sociali e razziali che con lui vengono a rappresentare quel senso di eguaglianza tra gli uomini che trasforma questa piccola gemma visiva nel più bell’inno alla pace che mi sia capitato di vedere.
Con un linguaggio semplice, diretto, emozionale (successione di piani sequenza senza alcun movimento di camera o zoomata) quest’artista di strada, mai come in questo caso di nome e di fatto, dice a tutti noi molto di più di quanto ci possano avere detto un saggio sociologico, un discorso politico, una tavola rotonda: vedere i bambini arabi della West Bank di Gerusalemme ballare per strada, subito dopo i giovani ebrei di Tel Aviv con la stessa passione e lo stesso sorriso, emozionarsi dinanzi ai bimbi neri del Madagascar e dello Zambia, così come dinanzi alle giovani studentesse in divisa giapponesi, credo valga molto di più di una inutile risoluzione dell’ONU perché parla al nostro cuore e ci commuove e ci fa soprattutto pensare; vedere i guerrieri Papua della Nuova Guinea nello loro tenute rituali fuori dal tempo danzare una musica lontana dal loro mondo, che finisce per appartenergli e cogliere l’imbarazzo del poliziotto impettito nella zona demilitarizzata tra le due Coree, fino ai momenti topici del video in cui Matt in India a Gurgaon modifica il suo passo di danza per rendere un omaggio sincretico alla tradizione di quei luoghi ed essere ancora di più in armonia con le sue compagne e compagni di ballo e quando nel mare di Tonga balla con una balenottera sott’acqua, può far molto di più nella pubblica opinione di una pur lodevole marcia per la pace e lo può per la forza chissà forse preconsciamente inconsapevole che la vera arte porta con sé, nel trasmetterci emozioni e “concetti” che spesso purtroppo ci arrivano troppo mediati e in maniera tanto meno diretta e, come la vera arte, il messaggio del video è compreso da tutti a leggere i commenti che vengono scritti a migliaia sotto la finestrella del video su YOUTUBE.
Da viaggio attorno al mondo com’erano i primi video realizzati negli anni scorsi la performance di Matt si trasforma in viaggio dentro l’umanità mai avvertita con tanta immediatezza come uguale e in sintonia con la sua essenza unificante e una. Forse la pace e il senso di eguaglianza dobbiamo cercarlo nella danza, nel senso simbolico che essa acquista nel video di Matt, come momento che ci accomuna e ci rende vicini, in quest’ottica, credo, potremmo definire il lavoro di Matt Harding un manifesto del postmoderno, ma a differenza del simulacro esso è pieno della vitalità propria di tutti i messaggi profondi perché strettamente e necessariamente connessi con l’elan vital di ogni essere umano.
In questo modo “Where the hell is Matt (2008)” si trasforma nella celebrazione più piena dello spirito innovativo e rivoluzionario della rete che, nella sua accezione migliore e più creativa, significa collaborazione, libertà di espressione, interazione tra persone vere e non semplici terminali informatici, nascita dal basso di contenuti di qualità vera che la tecnologia, mai come in questo caso mero strumento di comunicazione, consente di diffondere veramente ovunque nel mondo ad una velocità che credo debba e possa colpire e far meditare, va detto, nel bene e nel male sugli scenari del futuro prossimo venturo.
Scoprire gemme di tal fatta ci rincuora nel proseguire la nostra strada per la realizzazione del progetto Genova Città Digitale che non a caso ha puntato molto sulle risorse del cosiddetto WEB 2.0, aprendo un canale municipale su YOUTUBE (http://www.youtube.com/genoamunicipality) e essendo in procinto di lanciare nuove iniziative per il coinvolgimento forte e diretto della città e delle donne e degli uomini che la abitano… prendendo esempio da Matt molto si può fare se avremo il coraggio di uscire dal guscio e giocare insieme questa importante partita per il futuro di Genova che è fatta certo di tecnologia, di networks cablati e wireless, wifi e wimax, di computer sempre più portatili e potenti, di servizi avanzati ma anche e soprattutto di umanissimi cervelli e cuori da mettere in rete e far interagire e collaborare, una rete di persone senza steccati ideologici e senza appartenenze a priori e a prescindere nell’idea che amiamo che il poco da molti possa dare molto a tutti.
polit
Una delle domande più frequenti che sono poste a Matt sulla rete è se egli danza per viaggiare o viaggia per danzare, la sua risposta è: IO DANZO… con tutto il cuore spero che continui a farlo a lungo, Forrest Gump reale e consapevole della sua missione.
16:19
Ottimo Francesco,
hai descritto egregiamente le sensazioni che genera solitamente la visione di questo video, e che ha generato anche in me !
Condiviso pienamente quello che dici. Ogni volta che vedo questo video ed anche quello del 2006 un po’ mi commuovo …
Con questo post ho voluto in effetti mettere in risalto anche l’aspetto di marketing di questa iniziativa, che secondo me è andato anche oltre le più rosee aspettative iniziali. E la cosa bella è comunque che tutto è nato per caso e dall’iniziativa personale di Matt nel 2003.
Vediamo cosa si inventeranno per il 2009, speriamo non si fermino qui !