Perché un Video Diventa Virale ?

{lang: 'it'}


Kevin Allocca è responsabile dei trend di YouTube, praticamente per lavoro …  guarda i video su Youtube !

In una breve presentazione (vedi il video che ho inserito poco sotto)  fatta in occasione del TEDYouth  , Kevin esprime pochi concetti che fanno capire come mai si generano delle dinamiche talvolta inspiegabili che fanno diventare  virali certi video, generando milioni di visualizzazioni .

Innanzitutto ricordo che : “Con il termine video virale ci si riferisce ai filmati che hanno acquisito popolarità attraverso lo scambio su internet, principalmente attraverso siti di Video sharing, social media ed email, in uno spazio di tempo relativamente breve”.

Gli aspetti che contribuiscono al successo di pubblico di un video online possono essere molteplici e talvolta differenti (e questo è intuibile date le svariate tipologie di contenuti ).

Ma, prendendo volutamente spunto da alcuni video oggettivamente abbastanza “stupidi”, questo trend manager dimostra come ( molto spesso) il loro successo sia riconducibile all’ intervento di almeno uno di 3 fattori .

Più che un elenco di consigli per far diventare virale un video (non esiste una “ricetta magica”), si tratta di una analisi su dei comuni denominatori che si riscontrano in casi di successo: alla fine ti renderai anzi conto che questi aspetti il più delle volte vanno ben oltre il tuo controllo, ma conoscerli può comunque essere  utile .

Per analizzare questi fattori ed altri  spunti proposti  nella presentazione,  bisogna prima guardare questo video (con sottotitoli in italiano)  :

 

 

Riprendendo quanto detto nel filmato ed accennato in precedenza,  ci sono 3 aspetti (o almeno uno di essi) che entrano in gioco quasi sempre quando un video su Youtube diventa virale, e sono:

 

1) Lanciatori di Tendenze (TasteMakers)

Il fatto che  blog di tendenza, personaggi televisivi o più o meno famosi  comincino a parlare di un video e lo twittino o condividano sui vari social network,  fa una IMMENSA differenza nel decretare la viralità del contenuto.

Anche una semplice frase ironica riferita ad un video e  condivisa su twitter può in questi casi generare un fenomeno a catena che cresce esponenzialmente fino al raggiungimento del picco.

In tali situazioni  l’aspetto decisivo  sta nel fatto che un individuo o un gruppo di lanciatori di tendenze condividono il loro punto di vista con un pubblico più vasto, accelerando il processo “virale” ( anzi talvolta innescandolo).

Ne sono prova alcuni video che per mesi hanno ricevuto solo una manciata di visualizzazioni per poi diventare un fenomeno di massa  a seguito di una segnalazione da parte di personaggi pubblici.

Un esempio ? Il video Double Rainbow: a prima vista può sembrare assolutamente incomprensibile il motivo di tanto successo, ma come ha mostrato Kevin Allocca nella presentazione, la sua ascesa è iniziata con la segnalazione su Twitter da parte di un personaggio televisivo,   ne abbiamo conferma dalle views ricevute DOPO la segnalazione …

double rainbow views

… e le visualizzazioni che riceveva PRIMA della segnalazione ( con l’elemento che ha determinato l’inversione di tendenza) …

 

Ed ecco il video:

Devo dire che la prima volta che l’ho visto,  dopo i primi istanti di disorientamento , con l’avanzare del video il personaggio che ne è protagonista mi ha fatto effettivamente ridere, forse perché nelle sue manifestazioni di gioa e pianto per la vista dell’arcobaleno sembra piuttosto alterato dall’ uso di peyotes o altre sostanze non meglio precisate  ;-)

 

Altro esempio è il videoclip di  Rebecca Black – “Friday”.

La canzone ed il video sono talmente trash e di basso livello da avere suscitato  commenti da parte di personaggi più o meno famosi, alimentati poi dal contributo delle comunità sul web (più che altro va ascoltato il testo per apprezzare fino in fondo ….).

Per onore di cronaca, ecco il videoclip originale (che è stato cancellato e poi ri-uppato su youtube dopo parecchio tempo, quindi le views non corrispondono a quelle ottenute fin dalla prima apparizione) :

 

 

 

2) Comunità partecipative ( + Parodie)

comunità partecipativa

Contrariamente alle forme di intrattenimento a senso unico del 20° secolo, la  partecipazione della comunità è il modo con cui diventiamo parte di un fenomeno  virale:  diffondendolo o facendone qualcosa di nuovo.

Quante volte abbiamo visto un video diventare ancora più virale e chiaccherato perché ne sono state fatte delle parodie ?

Attorno a video del genere si forma talvolta una “comunità” di persone che lo condividono e cominciano  a farci altre cose .

 

Alcuni esempi ? Innanzitutto il filmato già citato prima, Double rainbow, per il quale possiamo trovare una sfilza di “creazioni” correlate …

Vedi ad esempio questo articolo per una raccolta di alcune parodie :  Double Rainbow Parodies .

 

Oppure la famosa pubblicità online Old Spice,  che vanta innumerevoli imitazioni ironiche : Old Spice Parodies

 

Ma uno degli esempi più “inspiegabili” di viral video  è Nyan Cat, ecco il filmato originale (è costituito da una sola gif animata e da un loop musicale !):

 

In realtà ha tutta una storia alle spalle, che puoi direttamente leggere su wikipedia .

Anche in questo caso hanno avuto il coraggio di creare parodie ! Di esempi ce ne sono a vagonate.

Ma sono andati oltre, hanno creato anche il video del gatto che guarda Nyan Cat … o il video del gatto che guarda un altro gatto mentre guarda Nyan Cat !

Si capisce quindi come la creatività venga ispirata spesso anche da video in partenza banali  (o forse geniali ?).

A volte (come in quest’ultimo caso) tutto nasce come uno stupido gioco e si trasforma in qualcosa a cui prendere parte .

 

 

 

3) La presenza dell’ inaspettato

sorpresa

 

In un mondo dove ogni minuto vengono caricati più di due giorni di video, solo quel che è davvero unico oppure presenta qualcosa di inaspettato può emergere.

Un esempio citato da Kevin Allocca è quello di  un tizio che protesta contro le multe ai ciclisti a New York .

Ecco il video :

 

Essendo sorprendente e divertente, con questa idea efficace Casey Niestat ha raggiunto  milioni di visualizzazioni.

E  questo approccio risulta valido in molte situazioni in cui si creano contenuti multimediali .

 

Cosa significa tutto questo?

Lanciatori di tendenze, comunità partecipative creative, cose totalmente inaspettate: queste sono le caratteristiche di un nuovo tipo di media e un nuovo tipo di cultura a cui tutti possono accedere e la cui popolarità è decretata “direttamente” dal pubblico e non in qualche modo “imposta”  .

Ora sentiamo di essere tutti proprietari della nostra cultura popolare:  queste non sono caratteristiche dei vecchi media, e sono a malapena valide per i media di oggi, ma definiranno l’intrattenimento del futuro.”

 

 

 

Ma per i Video Con “Più Qualità” C’è Speranza ? Alcune Riflessioni Sul Fenomeno Dei “Viral Videos”

 

Sicuramente gli esempi fatti in questo filmato suscitano alcune riflessioni, ma prima di dare giudizi affrettati sulla tipologia di discorso fatto dal manager di Youtube , bisogna tener conto del fatto che l’audience di questo discorso in particolare è costituita da adolescenti (durante l’evento TEDYouth), quindi non c’è da stupirsi che come riferimento siano stati citati dei video che in qualche modo suscitano l’attenzione per il fatto di essere divertenti (anche solo per il fatto di essere “non-sense” !).

Resta comunque il fatto che, generalmente, i video globalmente più visti NON sono quelli  con più creatività,  o che in qualche modo sono utili, informativi o ispiranti per chi li guarda.

Esistono certamente  le dovute eccezioni (ti consiglio di fare un’ occhiata  a questa interessante infografica: The Kony Kraze) : ma soprattutto, esiste uno zoccolo duro, che definirei una “video long tail”, costituito da milioni di video che hanno parecchio da comunicare e che non hanno bisogno di diventare virali per raggiungere il loro scopo .

 

Questa realtà dei fatti  determina comunque, come conseguenza, la formazione di due schieramenti di persone :

A) Chi considera tutti questi “viral videos” stupidi ed inutili e ritiene  il loro successo la testimonianza di una marcata assenza di cultura (o addiritura di intelligenza ?)  da parte del pubblico, che porta verso un’era del “nonsense” .

B) Chi invece non si pone il problema e continua ad amare contenuti che non richiedano impegno intellettivo .

 

Ma esiste anche una terza categoria di persone, che non prende troppo seriamente questi fenomeni, ma li considera per quello che sono: un modo per evadere.

Perché dovremmo scoraggiare le persone dal divertirsi con qualcosa di completamente irrilevante ? Solo per il fatto che guardano questi filmati non significa che non siano in grado di apprezzare qualcosa di più impegnato: forse è meglio non prendere tutto troppo seriamente !

Si, è vero che, statisticamente, i video senza un particolare valore ma divertenti sono quasi sempre più visti di quelli  “di valore” dal punto dei vista dei contenuti, ma in fondo è sempre stato così anche con i vecchi media ! Perché preoccuparsi allora ?

Piuttosto penso che grazie ad internet, il gap tra queste due tipologie di contenuti stia diminuendo (anche se rimarrà sempre) .

Questo fenomeno forse non è il segnale di una crescente ignoranza, ma piuttosto di un aumento di stress nelle nostre vite:  andare alla ricerca di video apparentemente “stupidi” può essere una valida tecnica di evasione .

 

In conclusione  , qualunque sia la tipologia di video  che le persone guardano sul web mi sento di dire che …

Comunque si tratta di una forma di intrattenimento che incoraggia l’interazione da parte del consumatore: già per questo motivo è intellettualmente più stimolante  dell’ intrattenimento “forzato” dei “media” classici.

Internet ci permette, come individui, di avere il potere ( e lo stimolo) per essere , in parti uguali, sia consumatori che produttori di contenuti.

 




Alex Briscese+

Condividi questo post se ti è piaciuto ! Oppure puoi lasciare un commento o iscriverti alla newsletter per ricevere automaticamente i prossimi articoli e aggiornamenti.


0 Trackbacks/Pingbacks

  1. diggita.it 16 04 12

Il Tuo Commento



//
//