Google Analizza le Onde Del Cervello Per Misurare l’Efficacia Della Pubblicità Nei Video: Ecco Come




Da un post pubblicato su Google Blogoscoped sono venuto a conoscenza di una ricerca che sta portando avanti Google e che è finalizzata a capire l’efficacia degli annunci pubblicitari nei web video attraverso l’analisi delle onde cerebrali di utenti sottoposti appunto alla visione di tali pubblicità.

Con questo studio l’intenzione è quella, tramite l’utilizzo di particolari strumentazioni, di “leggere” alcune onde prodotte dal cervello (una sorta di elettroencefalogramma) degli utenti sottoposti alla visione di advertising nei video, per determinare quali siano le reazioni psicologiche ed emotive (oltre a monitorare ed interpretare anche reazioni visivamente riscontrabili come la dilatazione delle pupille).

L’idea che sta alla base di tutto ciò è che i dati statistici in sé, come la percentuale di click su una data pubblicità nei filmati (click through rate – CTR),  non siano sufficienti a capire l’efficacia e qualità della pubblicità stessa.

Quindi, la misura del livello di attenzione, della partecipazione emotiva e di altri parametri psicologici può aiutare a capire come le pubblicità “overlay” (in sovraimpressione) nei filmati sul web sono percepite dagli utenti e quanto il messaggio che vogliono trasmettere venga recepito.

Le domande alle quali Google ha voluto trovare una risposta con questi studi sono essenzialmente:

- Gli utenti di Youtube badano in qualche modo alle pubblicità overlay nei video? Sono in qualche modo coinvolti al punto tale da “assimilare” l’informazione proposta?

- L’advertising “overlay” genera delle reazioni positive in chi guarda il filmato?

- La semplice visualizzazione di queste pubblicità, al di là del fatto che vengano cliccate o meno, contribuisce a diffondere la consapevolezza del “brand” dell’azienda che viene reclamizzata ?

Cosa è stato fatto per dare una risposta a queste domande?

Google, con l’aiuto di NeuroFocus, ha utilizzato un gruppo campione di individui per misurare vari aspetti come le reazioni della pelle, i movimenti degli occhi oltre alle onde cerebrali tramite EEG scan.

In particolare sono state confrontate le reazioni dopo “esposizione” a banner pubblicitari tradizionali e quelle avute dopo visualizzazione di overlay advertising .



Senza farla troppo lunga sulle metodologie utilizzate, quali sono state le conclusioni di queste analisi fatte a campione ?

Sostanzialmente tre, nel dettaglio:


1. LE PUBBLICITA’ OVERLAY NEI VIDEO SONO MOLTO PIU’ CONVINCENTI DEI BANNER NORMALI: ciò può essere dovuto anche al fatto che risaltano di più, dato che sono più o meno una novità (contrapposizione all’ assuefazione sviluppata verso i banner tradizionali).






2. LE PUBBLICITA’ OVERLAY NEI VIDEO CONTRIBUISCONO AD ARRICCHIRE LA “USER EXPERIENCE”: attirano di più l’attenzione e sono più efficaci rispetto ai “banner ads”.





3. LE PUBBLICITA’ OVERLAY NEI VIDEO MIGLIORANO LA CONSAPEVOLEZZA DI UN BRAND: anche una singola esposizione dell’utente a pubblicità in sovraimpressione incrementa il “brand awareness”, talvolta in maniera marcata.





In base a questi risultati sembra quindi che l’advertising in “overlay” nei video su internet sia un’opzione da tenere sempre più in considerazione da parte dei pubblicitari.

Sarà realmente così ?

Questi studi comunque non sono fine a stessi e probabilmente testimoniano l’intenzione di utilizzare tali tipologie di ads più corposamente su YouTube in un futuro non lontano .

Puoi vedere ed anche scaricare lo slideshow completo di questo studio a questo indirizzo:

http://picasaweb.google.com/gootch2/ScreenCaptures#

 

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