
L’illuminazione corretta dell’ambiente e dei soggetti principali di una scena (che vogliamo riprendere per realizzare un video) fa spesso la differenza tra un filmato pessimo ed uno dall’aspetto ben più piacevole e professionale.
In questo post in particolare ho inserito un video tutorial (che ho sottotitolato in italiano) in cui si spiegano i concetti base del “3 point lighting”, ovvero l’illuminazione a tre punti che è utilizzata nella realizzazione di video, film, fotografie o alla televisione.
Detto questo, vale sempre la pena ricordare che quando si parla di attività che implicano un certo utilizzo di creatività (come può essere appunto la realizzazione di filmati) le “licenze” che si prendono rispetto a regole standard sono sempre all’ ordine del giorno e spesso sono anche auspicabili in quanto hanno portato sovente a risultati memorabili anche nella storia del cinema, dove scene illuminate di certo in modo “non convenzionale” hanno dato una caratterizzazione ad una certa pellicola difficilmente ottenibile seguendo ciò che viene normalmente insegnato.
Ma per chi vuole imparare le basi per un’ illuminazione di un soggetto da riprendere (soprattutto in una scena abbastanza statica), questo tutorial non va assolutamente perso.
L’ ho sottotitolato su Overstream.net, di seguito c’è la trascrizione in italiano di ciò che viene detto (come al solito per capire al meglio consiglio il video con i sottotitoli piuttosto che la semplice lettura del testo).
Se il buffering è un po’ lento, metti in pausa il video per alcuni secondi e poi riprendi la riproduzione in modo da consentire il caricamento del flusso di streaming.
Alla fine del post c’è pure il link al filmato originale (senza sottotitoli).
Trascrizione:
” L‘illuminazione a tre punti’ è la base per altri tipi di illuminazione più complicati e fa capire alcuni concetti importanti che puoi usare in qualunque scena devi preparare.
Il principale scopo dell’ illuminazione “a tre punti” è quello di avere una distribuzione uniforme della luce sul soggetto per evitare ombre profonde: per ottenere questo risultato hai bisogno di tre luci.
La prima luce (o lampada) di cui parleremo è la ‘key light’ o luce principale e, come suggerisce il nome, è la chiave di tutto il set-up dell’illuminazione.
La “key light” funge da sorgente principale di illuminazione nella tua scena.
Di solito il miglior modo in cui posizionare la “key light” è con un angolo di 45° rispetto all’inquadratura della videocamera.
Il motivo per cui non è posizionata direttamente di fronte al soggetto è che si vuole aggiungere una certa definizione ai contorni del viso e delle spalle mentre, puntandogli la luce in faccia, daresti al tuo soggetto quel tipico look “abbagliato” di una foto con il flash.
Una volta che hai sistemato la “key light” con la giusta angolazione, puoi notare come sia definito meglio il tuo soggetto e come la luce tende ad avvolgere il viso: in ogni caso vedrai ancora delle ombre scure sul lato opposto del viso.
Ciò che bisogna fare ora è riempire queste ombre e per farlo useremo la luce chiamata, non a caso, ‘fill light’ (luce di riempimento).
Anche questa luce va posizionata a 45° rispetto alla videocamera ma questa volta in direzione opposta rispetto alla ‘key light’ .
E’ meglio assicurarsi anche che la ‘fill light’ sia meno intensa della ‘key light’ così da non metterla ‘in competizione’ con essa.
Ci sono alcuni modi per farlo correttamente: uno è ovviamente utilizzare una lampada con un voltaggio minore; l’altra soluzione è di distanziare maggiormente la luce (fill light) dal soggetto ( l’intensità della luce è quasi esponenziale quindi spostando anche di poco la lampada indietro, ha un effetto notevole sull’ intesità dell’illuminazione); il terzo modo è quello di usare un “neutral density gel”.
Come si può veder (nel video) quando sia la “key light” che la “fill light” sono accese hai una luce molto più omogenea su tutto il viso del soggetto.
Le ombre generate dalla “key light ci sono ancora: l’idea infatti non è quella di eliminare tutte le ombre, ma di ammorbidirle notevolmente, portandole ad aver un aspetto piacevole e naturale.
Ora (con key-light e fill-light) abbiamo una luce omogenea e piacevole, ma il risultato complessivo è un po’ piatto: il soggetto tende a “fondersi” con lo sfondo .
Per farlo risaltare dallo sfondo useremo una terza luce, detta ‘backlight’ (luce retrostante): il posto migliore per posizionarla è dietro il soggetto.
Si imposta l’angolo di illuminazione della terza lampada ricordandosi che deve essere posizionata al di fuori dell’inquadratura, in modo tale che la luce illumini solo il soggetto e non punti alle lenti della videocamera.
Questa luce dovrebbe anche essere di intensità piuttosto bassa.
Lo scopo della “backlight” è di risplendere sul soggetto e di creare un contorno di luce attorno alle spalle e alla testa.
Quando utilizzata insieme alle altre due luci, la “backlight” fa risaltare meglio il soggetto dallo sfondo e fa concentrare l’attenzione dove vale la pena, appunto sulla persona ripresa.
Rivediamo le tre luci ed il loro ruolo nel “3 point lighting” (illuminazione a 3 punti)
primo: la “key light” o luce principale, per illuminare la scena.
secondo: la “fill light” per riempire ed eliminare alcune ombre.
terzo: la “backlight” per far risaltare il soggetto dal background.
Quando utilizziamo le tre luci abbiamo una illuminazione corretta che rende migliore l’aspetto del soggetto.
L’illuminazione a 3 punti è un concetto abbastanza semplice e una volta che l’hai imparato puoi usare questa conoscenza per gestire qualsiasi set-up di illuminazione di cui hai bisogno (può essere usata come una buona base per creare poi scene anche più complicate). “

Video Lighting basics – 3 Point Lighting


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19:23
Chi sono gli autori di questo video?
22:47
gli autori lavorano per la rivista americana videomaker,basta che clicchi il link alla fine del post per andare sul filmato originale che ho semplicemente sottotitolato.