Come Sono Trovati i Video Online Da Chi Naviga su Internet ? Statistiche e Considerazioni

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Tubemogul, il servizio di pubblicazione e distribuzione su piattaforme di video sharing (oltre che di tracciamento delle statistiche dei video stessi) ha pubblicato una interessante ricerca fatta nel corso di due mesi per stabilire tutti i modi in cui la gente scopre e guarda i video online (oltre ovviamente ad andare a fare una ricerca direttamente su youtube …).

La metodologia utilizzata per dare una risposta al quesito ha implicato il tracciamento delle URL entranti che hanno generato più di 35 milioni di visualizzazioni (i filmati presi in considerazione provenivano da 6 tra i principali siti di video sharing).

trovare-video-online

Se ad esempio qualcuno ha visto un filmato trovandolo tramite una ricerca su Google,  il link in entrata è stato registrato come proveniente da Google.

Allo stesso modo, per un video “emebedded”,  come “referrer” è stato considerato l’ URL della pagina web dove il filmato è stato inserito.


Cosa si è dedotto da questa indagine ?

Il primo dato, quello in realtà più ovvio e prevedibile, è che il modo più comune in cui gli utenti trovano un video è attraverso la navigazione diretta in portali di video sharing come YouTube e simili, per la precisione il 45,13% delle visualizzazioni conteggiate avviene in tale maniera.

Il restante 54,87% è suddiviso tra vari referrer, ed è proprio analizzando questi che si notano i dati più interessanti.

In particolare, le views generate da questi referrer che rimandano ai filmati presenti sui siti di video sharing, sono così suddivise:

  • Video “embedded” in blog/siti :  circa 81%
  • Motori di Ricerca:  11,18%
  • Social networks:  3,66%
  • Siti di social bookmarking:  3,19%
  • Motori di ricerca per video:  0,63%
  • email o IM:  0,05%

E  riassumendo  visivamente il tutto grazie ad un grafico a torta :




discovery-online-video




Cosa può significare questo ?

Si possono  trarre alcune utili conclusioni, un paio risultano più evidenti.

In primo luogo è clamorosamente chiaro che i siti specificamente creati per cercare video sul web ( video search engine) sono utilizzati da una percentuale assolutamente irrisoria di utenti, e questo dovrebbe in qualche modo essere allarmante per coloro che hanno individuato questo ambito della ricerca su internet come un settore in cui sviluppare un business (o quantomeno dovrebbero studiare qualcosa che spinga i navigatori a cambiare le abitudini consolidate).

In secondo luogo è altrettanto evidente come la visione dei web video non avvenga praticamente mai tramite la condivisione con strumenti come email e programmi di instant messaging ( peraltro molto immediati).


E, in conclusione, si può dire che per intraprendere una campagna con video “virali” ( o aspiranti tali), oltre ad ottimizzare la propria azione di marketing sui portali di video sharing , forse vale la pena tentare di far pubblicare i propri filmati in qualche blog molto seguito (o meglio produrre qualcosa di talmente interessante che i blogger non possono fare a meno di pubblicarlo … insomma, non proprio facilissimo).

Fonte delle statistiche: Tubemogul




Alex Briscese+

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