Adobe Vuole Introdurre Direttamente nei Video i Metadati Rilevanti Inseriti Tramite la Tecnologia di Riconoscimento Vocale: Quali Sviluppi Per la Ricerca dei Web Video ?
Adobe sta implementando l’ introduzione di “rich metadata” rilevanti all’interno dei file video in formato flash (quelli largamente usati in internet) sotto forma di trascrizioni automatiche.
In sostanza sta sperimentando un sistema che utilizza la tecnologia speech-to-text direttamente nel processo di produzione dei file video.
Se questa soluzione su cui sta lavorando Adobe fosse utilizzata su larga scala sicuramente avrebbe un forte impatto sul modo in cui i file video online in flash (quasi tutti) sono cercati e trovati, dato che i motori di ricerca potrebbero cercare non solo nelle descrizioni dei filmati inserite da chi ha caricato il video su internet ma anche nelle parti parlate grazie alle trascrizioni di parti dell’audio in formato di testo (al momento attuale sono veramente pochi i metadati di questo tipi associati ai flash video files).

Sembra che di recente, nell’ambito degli online video, siano in parecchi a muoversi verso l’integrazione del riconoscimento vocale con le altre tecnologie già largamente utilizzate, non ultimo Google che ha cominciato a fornire qualche esempio del suo utilizzo per un miglioramento della ricerca di materiale multimediale in rete.
Ecco un’intervista a Mark Randall di Adobe (e subito dopo una trascrizione dei punti più importanti) dove spiega quelle che sono le intenzioni future della sua azienda in questo ambito (in una prima parte accenna agli sviluppi per quanto riguarda l’aumento dell’interattività dei web video e poi parla dell’utilizzo della tecnologia voice-to-text) :
“Flash è una piattaforma sempre in evoluzione. Attualmente stiamo studiando nuove funzionalità nell’ambito della creazione di media con l’utilizzo della flash technology.
In particolare stiamo già mostrando alcune possibilità offerte da flash che permettono, semplicemente tramite drag n’ drop, di offrire agli utenti i flash video come un’esperienza molto più interattiva.
Quindi vogliamo non più solo fornire un file video compresso su cui qualcuno cliccherà, ma fare fare in modo che si possano gestire oggetti nel video stesso, muoverli, ecc.. Questo è qualcosa che molte persone ci hanno chiesto.
Inoltre vogliamo aggiunge la possibilità , nella fase di creazione ed editing dei video, di utilizzare la tecnologia di voice-to-speech che lavori in background, creando praticamente in automatico una trascrizione della parte audio del video.
L’indicizzazione dei video è un punto chiave per la futura crescita del web perché è un modo efficace di monetizzare i tuoi media.
Ciò si può volere in particolare quando si creano dei contenuti multimediali per il web e si vuole avere un’audience più ampia possibile per le più svariate ragioni (ad esempio per revenue attraverso pubblicità, per promuovere un prodotto o attività, ecc…).
Funziona molto bene in qualsiasi pagina html perché rende più semplice capire da parte di un motore di ricerca di cosa si parla in quella stessa pagina.
Rendere più facile ai search engine capire cosa c’é all’interno di un rich media ( come un video appunto) :penso che sia la strada da seguire in futuro.
Sostanzialmente si vuole estendere lo standard XMP usato da Adobe per introdurre metadata in vari formati di file anche ai “rich media”.
Penso che comincerà ad avere un impatto economico relativamente alle nuove nuove cose che si potranno fare entro un paio di anni.
I file in formato flash sono quelli universalmente usati nel web e dai siti di video sharing ma il nuovo sistema di editing riguarderà in realtà i processi di creazione dei video più in generale, ed infatti prossimamente si comincerà a vedere una “preview” di queste novità all’interno delle future versioni di Premiere, il famoso software di video editing di Adobe.
L’idea è che i file creati in Premiere “ritengano” l’informazione e i metadati anche nelle fasi successive del “workflow”. Vogliamo essere sicuri che quando si creano dei media le informazioni che si associano ad essi non rimangano solo all’interno dell’applicazione utilizzata in quel momento ma restino anche nelle fasi successive di lavorazione, conversione, distribuzione sul web“.
Fonte della notizia: BEET.TV



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